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Come realizzare un detergente struccante bifasico naturale? La combinazione giusta per eliminare ogni residuo senza aggredire la pelle

📅 27 Agosto 2026✍️ di Corrado Munari⏱️ 6 min di lettura

Quando arrivava la stagione dei fieni, in un maso all’imbocco della Val di Zoldo, mia zia conservava in dispensa due bottigliette: una con idrolato di fiori di campo, l’altra con un olio leggero ottenuto dal seme di jojoba che un’amica erborista le portava in cambio di tisane. A fine giornata, dopo il sole e la polvere, le mescolava al volo, agitava e passava un dischetto sul viso. Niente bruciore, niente pelle che tira. Da allora, il bifasico fatto in casa è per me un gesto semplice e preciso: come sciogliere un nodo con due dita, non con la forza.

Perché la doppia fase funziona

L’idea è lineare: l’olio cattura i pigmenti grassi del make-up e i filtri solari, l’acqua porta via il resto e rinfresca. Funziona come quando sgrassiamo una padella unta: prima l’olio smuove, poi l’acqua risciacqua. Non confonderlo con una Emulsione: qui le due fasi restano separate e vanno agitate prima di ogni uso, proprio per creare, per qualche secondo, una sospensione capace di staccare lo sporco senza aggredire.

Il rapporto tra acqua e olio decide il carattere del prodotto. Più olio significa maggior potere struccante su mascara waterproof e rossetti a lunga durata. Più acqua assicura leggerezza e minor residuo. La scelta dipende da trucco, tipo di pelle e stagione.

Ingredienti chiave e sostituzioni

Ti propongo una base collaudata e facile da personalizzare, con alternative se non trovi tutto al primo colpo.

  • Olio leggero: jojoba, squalano vegetale o vinaccioli. Evita l’olio di cocco sul viso se tendi a impurità.
  • Fase acquosa: acqua distillata e un idrolato lenitivo (camomilla, fiordaliso, fiori di tiglio). In montagna, le nonne usavano infusi di malva o achillea; se scegli un infuso fresco, usalo entro pochi giorni e tienilo in frigo.
  • Umettante: glicerina vegetale 2-3% per trattenere idratazione.
  • Antiossidante: vitamina E 0,5% per proteggere l’olio dall’irrancidimento.
  • Conservante: essenziale se c’è acqua. Una soluzione pratica è un sistema conforme agli standard eco, come benzyl alcohol, salicylic acid, glycerin, sorbic acid (spesso venduto come Cosgard/Geogard 221) allo 0,6%. In alternativa, tieni il prodotto in frigo e preparane poco alla volta, ma sappi che la durata scende a 7-10 giorni.

Nota di sicurezza: chi realizza cosmetici per la vendita deve rispettare il Regolamento (CE) n. 1223/2009. A casa, per uso personale, resta buona pratica etichettare, sanificare gli strumenti e fare un patch test.

Ricetta base passo per passo (100 g)

Questa formula bilanciata è delicata e efficace su trucco quotidiano e SPF. Se ami look waterproof, vedi le varianti sotto.

  • Acqua distillata: 49,4 g
  • Idrolato di camomilla: 18 g
  • Glicerina vegetale: 2 g
  • Conservante eco (Cosgard/Geogard 221): 0,6 g
  • Olio di jojoba: 20 g
  • Squalano vegetale: 10 g
  • Vitamina E: 0,5 g (facoltativa, inclusa nella fase oleosa; riduci leggermente lo squalano per restare a 100 g)

Procedura semplice, da cucina di montagna:

  1. Sanifica strumenti e flacone da 100-150 ml con alcol 70% e lascia asciugare.
  2. In un becher, mescola acqua distillata, idrolato e glicerina. Aggiungi il conservante e mescola.
  3. Controlla il pH della fase acquosa: mira a 5,0-5,5. Se è alto, sciogli una puntina di acido citrico in poche gocce d’acqua e aggiungi a micro-dosi. Se è basso, lascia così: è raro doverlo alzare in un bifasico.
  4. In un secondo becher, unisci jojoba, squalano e vitamina E.
  5. Versa prima la fase acquosa nel flacone, poi quella oleosa. Chiudi e agita.
  6. Etichetta con data e formula. Conserva al riparo da luce e calore.

Varianti per esigenze diverse

  • Pelle grassa o clima caldo: 80% acqua, 20% olio. Usa squalano e jojoba in parti uguali. Minore residuo, sensazione più asciutta.
  • Make-up resistente: 60% acqua, 40% olio. Mantieni glicerina al 2% e valuta 1% di poliglicerile-4 oleato come solubilizzante PEG-free per ridurre il velo oleoso senza trasformarlo in detergente schiumogeno.
  • Pelle sensibile: idrolato di fiordaliso o tiglio; aggiungi 0,2% di bisabololo nella fase oleosa. Evita oli essenziali nella zona occhi.

Come usarlo, davvero

Agita bene finché le due fasi si velano. Imbevi un dischetto o, meglio, un pad lavabile. Appoggia sugli occhi chiusi per 10 secondi senza strofinare, poi scendi con movimenti lenti. Sul viso, procedi per zone. Alla fine, se ami la sensazione di pulito totale, fai un secondo passaggio con un detergente delicato e risciacquo tiepido. È il classico doppio gesto: prima sciogli, poi porti via.

Domanda che arriva sempre: rimuove anche la protezione solare? Sì, gli oli catturano i filtri. Per filtri molto resistenti, il doppio step ti assicura nessun residuo nei pori.

Conservazione e sicurezza

  • Conservazione a temperatura ambiente: 3 mesi con conservante, bottiglia pulita e al riparo da luce.
  • Senza conservante: frigo e consumo entro 7-10 giorni, meglio preparare 50 g.
  • Segnali di allarme: odore rancido, cambio colore marcato, torbidità persistente nella fase acquosa. In questi casi, butta senza rimpianti.
  • Patch test: prova sul gomito 24 ore prima se hai pelle reattiva.
  • Lenti a contatto: rimuovile prima; olio e lenti non sono un grande abbinamento.

Errori comuni (e come evitarli)

  • Usare oli pesanti: oliva o ricino lasciano velo spesso e possono appannare la vista. Se succede, passa a jojoba o squalano.
  • Esagerare con la glicerina: oltre il 3% può appiccicare. Mantieniti su 2%.
  • Aggiungere oli essenziali sugli occhi: anche una goccia può irritare. Se proprio li vuoi, limitati al viso e a concentrazioni minime, ma non servono.
  • Dimenticare di agitare: senza miscelazione momentanea, l’azione è dimezzata. Agita come fosse una campanella di neve, breve ma energico.

Un aneddoto dalle Dolomiti

In Cadore, un vecchio erborista mi raccontò che, per non sprecare nulla, le donne aggiungevano al loro olio un filo di macerato di calendula dopo il raccolto estivo. La pelle, screpolata dal vento, ringraziava. La stessa logica vale oggi: prendi una base sicura e modulala con piccole attenzioni, non con complicazioni.

Domande rapide

Serve sempre il secondo detergente? No, se non usi make-up tenace e ti piace la sensazione setosa, puoi fermarti al bifasico. In caso di pori che si ostruiscono, introduci il secondo passo.

Posso usare infusi al posto dell’idrolato? Sì, ma hanno durata più corta e richiedono ancora più igiene. Filtra bene e preferisci frigo e piccoli lotti.

Posso fare senza conservante? Solo se prepari pochissimo prodotto, lo tieni in frigo e lo finisci in una settimana. Con l’acqua, il rischio di contaminazione è reale, anche in casa pulita.

La combinazione giusta, ogni giorno

Pensa al tuo bifasico come a un infuso e a un olio che ballano insieme. Se sei sotto il sole, aumenti la parte acquosa per freschezza. Se affronti mascara tosti, rinforzi l’olio. È come scegliere gli scarponi giusti per il sentiero: non esiste un’unica misura, ma c’è sempre un equilibrio che ti porta a casa con i piedi leggeri.

Con pochi ingredienti ben dosati, una cura semplice per attrezzi e contenitori, e quella mezz’idea di montagna che insegna sobrietà, ti costruisci un alleato quotidiano: efficace, gentile e coerente con la pelle che abiti.

Corrado Munari

Affascinato dalle tecniche antiche tramandate tra le Dolomiti, Corrado unisce storie popolari a consigli pratici su scrub e infusi naturali. Le sue guide sono arricchite da aneddoti su ingredienti montani e suggerimenti per il benessere quotidiano.